Il mio voto a chi farà di Rieti una città più digitale

Photo by Joanna Kosinska on Unsplash

Questi anni di pandemia hanno reso ancor più evidente l’importanza della connettività - e più in generale del digitale - per lavorare, studiare e restare in contatto con i propri cari, anche a distanza. Le infrastrutture e i servizi pubblici digitali sono diventati un elemento essenziale per garantire lo sviluppo dei territori e fornire una risposta rapida ed efficiente alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

Se è vero che le tecnologie digitali sono state un formidabile strumento di resilienza per le pubbliche amministrazioni, che hanno potuto continuare a dialogare con cittadini e imprese, è anche vero che non c’è stata omogeneità territoriale.

Gli enti che con una certa lungimiranza avevano già investito in innovazione organizzativa e tecnologica si sono trovati più pronti rispetto ad altri, mentre la crisi ha evidenziato il grave ritardo di molte amministrazioni locali in infrastrutture tecnologiche e sviluppo dei servizi digitali per cittadini e imprese. Tra queste anche la città di Rieti.

Perché oggi Rieti non è una città smart.
Quella di Rieti è una situazione difficile da comprendere e giustificare, considerando che siamo tra i pochi capoluoghi di provincia ad aver istituito, già nel 2017, un Assessorato all’Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione della P.A. Neanche il cambio di assessore del 2020 (Guadagnoli al posto di Masotti) ha contribuito a invertire la rotta. Rieti è tra le ultime città in Italia per livello di digitalizzazione, come certifica da anni il rapporto annuale ICity Rank di ForumPA: 95° posto nel 2020, 71° posto nel 2019, 72° posto nel 2018, 69° posto nel 2017. In concreto significa che scontiamo fortissimi ritardi in una serie di voci quali: diffusione di tecnologie di rete, disponibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app municipali, integrazione delle piattaforme digitali, rilascio degli open data, trasparenza/apertura, implementazione di reti wifi pubbliche e utilizzo dei social media.

ICity Rank 2021

Alcune risposte a questa situazione ce le fornisce il Rating Pubblico di Fondazione Etica che giudica la Governance del comune di Rieti da quart’ultimo posto nazionale.

Rating Pubblico di Fondazione Etica

In particolare il rating riscontra problemi in termini di trasparenza ed efficienza, con particolare attenzione alla capacità di lavorare per obiettivi e di monitorare le attività, di dotarsi di strumenti tecnologici e di adempiere agli obblighi normativi di accountability. Il d.lgs. n. 33/2013 prescrive ad esempio un elenco dettagliato di pubblicazioni da effettuare nella sezione Amministrazione Trasparente (AT) dei siti web comunali.

La sezione Amministrazione Trasparente del Comune di Rieti è scarna di documenti, non aggiornata, disordinata e con molti file scansionati.

I Comuni che ottengono i punteggi più alti sono anche quelli che pubblicano gli Open data, segnale dell’attenzione di un ente nel fornire in tutta trasparenza dati concreti, validati e riutilizzabili.

Il Comune di Rieti non ha un portale dedicato agli open data.

Passiamo alla voce Digitalizzazione all’interno del Rating Pubblico. L’indicatore misura l’impegno dell’ente sulla digitalizzazione dei processi secondo quanto previsto dall’Agenda Digitale nazionale, in particolare andando a verificare l’incidenza della spesa per la digitalizzazione, l’avvenuta nomina del responsabile della transizione al digitale, la presenza nell’organigramma di opportune strutture di gestione dell’Agenda Digitale, nonché la pubblicazione e aggiornamento della stessa.

Nel 2020 solo per 15 Comuni non è stato individuato alcun rendiconto con in chiaro la spesa per l’informatica, tra cui Rieti.

Riguardo al Responsabile della transizione al digitale, colui che da legge coordina e garantisce la trasformazione digitale della PA, Rieti è tra i 27 Comuni che, al momento della rilevazione di Fondazione Etica, non lo avevano nominato. A questo link, aggiornato al 2022, è possibile consultare tutti gli enti reatini che hanno un RTD. Il Comune di Rieti ancora non è presente.

Rieti non ha nominato un Responsabile della transizione al digitale (RTD)

Durante questi ultimi 5 anni sono poi successe altre cose che dovrebbero far riflettere sulla necessità di cambiare ritmo, dotandosi di maggiori e diverse competenze. Il digitale va preso sul serio.
Su tutte l’attacco informatico subito dal Comune di Rieti nel settembre del 2020. Qualcosa che può succedere e che per fortuna si è riuscito a gestire con opportuni backup, ma che ha fatto emergere come il Comune di Rieti non avesse ancora nominato un Responsabile della Protezione dei Dati Personali (DPO), obbligatorio per legge. Nomina avvenuta solo a ottobre 2020 (tra l’altro il DPO è attualmente candidato al consiglio comunale per la coalizione di centrodestra).

Altro caso emblematico è il sito web del Comune di Rieti. Il 3 giugno 2018 veniva annunciata la presentazione del nuovo sito istituzionale. Da allora la messa online non è mai avvenuta! Oggi il sito si presenta come una brutta vetrina per l’intera città: errori di formattazione, loghi/servizi alla rinfusa, link non funzionanti, numerose pagine mai aggiornate post-2017. Emblematica la pagina con l’elenco delle farmacie ASM di turno. Peccato che siano state vendute.

Vogliamo parlare del progetto Rieti Smart Village? Una buona idea, copiata dall’esperienza di Santa Fiora, a cui è seguita una pessima esecuzione. Andate a controllare i bandi dei due enti (simili) e poi provate a navigare le piattaforme di promozione e informazione (Santa Fiora vs Rieti). Noterete come il comune di Rieti non si sia preoccupato di fare una mappatura degli appartamenti, con connettività, disponibili in città o non abbia fornito alcuna informazione sugli altri servizi a disposizione. Fatto sta che, a distanza di anni, sono stati concessi solo 2 contributi, attirando 2 smart worker dalla lontana Roma. Oltre 8 mesi fa Daniele Sinibaldi rilasciava una intervista (qui sotto) al Corriere di Rieti. Si rifiutava di considerare le uniche due “smart worker” coinvolte come un fallimento del progetto e parlava di nuova graduatoria da lì a una settimana. Secondo voi, a distanza di 8 mesi, è uscita questa nuova graduatoria? Spoiler: NO.

Corriere di Rieti

In questi anni abbiamo visto nascere due portali di promozione turistica: Visit Rieti e Visit Terminillo. Come si può pensare di promuovere il territorio e la nostra montagna se si pubblicano sui canali ufficiali delle informazioni errate? Ho provato io stesso a chiamare — non oggi ma mesi fa - l’InfoPoint e la Farmacia. Linee staccate.

Ricordate la vicenda dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR)? Secondo l’attuale assessore alla digitalizzazione, ANPR sta per “Associazione Nazionale Comuni Residenti” (minuto 19:58 intervista a RietiLife). Ma cosa ben più preoccupante è che il comune di Rieti sia stato tra gli ultimissimi comuni in Italia (novembre 2021) a subentrare nel sistema (obbligatorio per legge), con anni di ritardo rispetto agli altri enti. Per la cronaca, grazie all’inserimento in ANPR possiamo vedere, scaricare, stampare i certificati (ad oggi 14) anagrafici online in maniera autonoma e gratuita senza bisogno di recarci allo sportello.

I cittadini dovrebbero chiedere spiegazioni a chi in questi 5 anni ha amministrato la città di Rieti. Ma soprattutto, in vista della ripartenza post pandemia, possono compiere delle scelte, votando persone competenti in materia e con la chiara volontà di mettere al centro dell’azione amministrativa la transizione digitale ed ecologica.

Il 27% di Italia domani, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è dedicato alla transizione digitale. La strategia per l’Italia digitale si sviluppa su due assi: digitalizzazione della PA e reti ultraveloci.

Grazie al PNRR arriveranno milioni di euro anche per il comune di Rieti. Se è vero che per tutti e 7.904 comuni basterà presentare dei progetti per la migrazione al cloud, l’implementazione e la promozione di servizi al cittadino, la formazione del personale etc., è altrettanto vero che ci vogliono le persone giuste per mettere a terra, in tempi rapidi, tutte queste iniziative.

Non è pubblico invece il Piano Strategico Triennale dei Sistemi Informativi presentato dal comune di Rieti lo scorso 29 aprile, dopo 5 anni di amministrazione.

PA Digitale 2026

È ora di pensare al futuro. È ora di rendere un’area interna come Rieti più moderna, attrattiva e facile da vivere. Cosa chiedere a chiunque si troverà ad amministrare la città di Rieti:

  • Infrastrutture di rete moderne e capillari: il comune di Rieti non deve solo vantarsi che operatori stanno cablando/connettendo parti della città. A Rieti e ovunque in Italia sono state infatte identificate — da enti nazionali - aree, quartieri e frazioni in digital divide, che saranno coperte grazie a fondi nazionali da soggetti privati. Il ruolo del comune può e deve essere quello di facilitatore e acceleratore (significa meno burocrazia e permessi più rapidi) e soprattutto deve tenere informata la cittadinanza sui piani di copertura delle singole aree. Questo significa dialogare, in modo competente, sia con gli operatori che stanno connettendo la città che con i cittadini. Io, cittadino, voglio sapere se e quando il mio ufficio, la mia scuola e la mia casa saranno raggiunti da banda ultralarga.
  • Migliorare l’infrastruttura digitale del comune, spingendo la migrazione dei dati e degli applicativi informatici verso un ambiente cloud, accelerando l’interoperabilità tra enti pubblici e uffici dello stesso ente, snellendo le procedure secondo il principio “once only” (secondo il quale le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere a cittadini ed imprese informazioni già fornite in precedenza) e rafforzando le difese di cybersecurity.
  • La trasformazione dell’architettura digitale della PA, dal cloud all’interoperabilità dei dati, è accompagnata da investimenti mirati a semplificare la vita digitale dei cittadini, attraverso migliori servizi pubblici. In particolare: creare o migliorare l’esperienza dei servizi pubblici digitali a partire dal sito web comunale e dal portale per la trasmarenza amministrativa, migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici digitali, accelerare l’adozione di pagoPA, la piattaforma digitale per i pagamenti verso le Pubbliche Amministrazioni, e dell’app IO quale principale punto di contatto tra Enti e cittadini per la fruizione dei servizi pubblici digitali (al momento Rieti ha abilitato il pagamento del solo servizio di refezione scolastica); favorire l’adozione dell’identità digitale (Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID e Carta d’Identità Elettronica, CIE); sviluppare e implementare la Piattaforma notifiche digitali degli atti pubblici, l’infrastruttura che le PA utilizzeranno per la notificazione di atti amministrativi a valore legale verso persone fisiche e giuridiche, contribuendo ad una riduzione di costi e tempo per cittadini ed enti; promuovere l’adozione di Mobility as a Service (MaaS) nei comuni per digitalizzare il trasporto locale e fornire ai cittadini un’esperienza di mobilità integrata: dalla pianificazione del viaggio ai pagamenti.
  • Per non rimanere incompiuta la trasformazione digitale di infrastrutture e servizi della PA deve essere inclusiva. Italia digitale 2026 prevede iniziative di supporto alle competenze digitali dei cittadini: sia per dare a tutti le stesse opportunità, sia per completare il percorso verso un Paese realmente digitale.
  • Partecipare a bandi europei innovativi per creare partnership internazionali, attrarre investimenti/fondi e fare di Rieti un laboratorio di sperimentazione.

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Reatino, giornalista, direttore comunicazione in una multinazionale tech

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